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L’India sbarca sulla Luna per la prima volta: lo storico successo della missione Chandrayaan-3

L'India sbarca sulla Luna per la prima volta: lo storico successo della missione Chandrayaan-3
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Source: Corriere della Sera | Original Published At: 2023-08-23 13:04:37 UTC

Key Points

  • India becomes fourth country to land on Moon with Chandrayaan-3 mission
  • Successful landing near lunar South Pole after failed 2019 attempt
  • Mission aims to explore uncharted lunar terrain and boost scientific research
  • Contrasts with Russia's recent failed Luna-25 mission during BRICS summit
  • Cost-effective space program at $74.6 million compared to other nations

Dopo Stati Uniti, Unione Sovietica e Cina, l’India è il quarto Paese al mondo a sbarcare sulla Luna. La missione Chandrayaan-3 è uno storico successo, che è stato accolto con gli applausi di tutta la sala di controllo della Indian Space Research Organisation (Isro), con un sorriso e lo sventolio di una bandierina del tricolore nazionale da parte del primo ministro Narendra Modi – collegato dal Sud Africa dove si è recato per la riunione dei Paesi Brics – e in generale con una festa che attraversa tutta la nazione: alla diretta streaming su YouTube (la trovate qui sotto) si sono collegate oltre 7 milioni di persone.

I «15 minuti» di terrore Il modulo lunare ha effettuato correttamente l’allunaggio in una zona vicino al Polo Sud lunare alle 14.34 di oggi, 23 agosto (ora italiana). Una zona dove nessuno, finora, era sbarcato. «L’India è ora sulla Luna – ha detto il primo ministro Modi – il cielo non è il limite». Alle 14.15 è iniziata la discesa verso il suolo del nostro satellite, come previsto. Questi ultimi minuti di discesa sono stati definiti come «15 minuti di terrore» perché cruciali per la missione: il lander doveva sbarcare in un’aera piena di crateri e massi, molto scoscesa, e si è affidato interamente alla traiettoria programmata nei suoi computer interni: «È stato progettato in modo tale che dovrebbe essere in grado di gestire più guasti. Se gli algoritmi funzionano bene, dovremmo essere in grado di effettuare un atterraggio verticale» aveva spiegato la Isro. E così è stato.

Il primo tentativo nel 2019 fallito Si tratta del secondo tentativo della Isro di sbarcare sul nostro satellite: il primo, nel 2019, era fallito: l’agenzia spaziale aveva perso il contatto con il razzo appena prima del contatto con il suolo. Da allora sono state fatte diverse correzioni soprattutto sulla delicata operazione di atterraggio e gli scienziati erano ottimisti: «Chandrayaan-3 sarà più robusto. Abbiamo fiducia e ci aspettiamo che tutto vada per il meglio».

A pochi giorni dal fallimento della missione russa L’allunaggio indiano si è tenuto a pochi giorni dal grande fallimento della sonda russa Luna-25, che si è schiantata a pochi minuti dall’atterraggio. Un fallimento che rappresenta bene la paralisi di Mosca anche nelle sue missioni spaziali: era dal 1976 che il Paese non tentava una missione lunare e questo lancio non andato a buon fine cristallizza una situazione di crisi che sembra non finire. Un fallimento che diventa ancora più amaro per una coincidenza: nel momento in cui Chandrayaan-3 ha concluso l’allunaggio si tiene in Sud Africa la riunione dei Paesi Brics a cui partecipano sia l’India sia la Russia (rappresentata da Sergei Lavrov, Putin si è collegato solo da remoto).

Un lungo viaggio Chandrayaan-3, che in sanscrito significa «modulo lunare», è partito sei settimane fa, il 14 luglio. Significa che, per raggiungere la Luna ha impiegato molto più tempo rispetto alle missioni Apollo americane degli anni ’60 e ’70. D’altronde, questo razzo è molto meno potente e ha dovuto orbitare attorno alla Terra diverse volte per raggiungere la giusta velocità per il viaggio verso il satellite. Il 17 agosto il lander Vikram – significa «valore» in sanscrito – si è staccato come previsto dal modulo di propulsione per iniziare la procedura di decelerazione e posizionarsi in orbita lunare, inviando a Terra alcune immagini della Luna mentre si avvicinava alla sua superficie. Insieme a Vikram, arriva sul satellite anche il robot mobile Pragyan (che significa «saggezza»).

Esplorerà il Polo Sud lunare L’obiettivo di Chandrayaan-3 sarà quello di esplorare il polo Sud lunare. Un contributo «molto, molto importante» alla conoscenza scientifica, secondo K Sivan, l’ex capo della Indian Space Research Organization. Si tratta in effetti di un’area ancora poco conosciuta e studiata. Il rover a sei ruote di Chandrayaan-3 è munito di tutte le attrezzature utili a fornire dati sulle proprietà del suolo e delle rocce lunari. C’è anche un altro obiettivo di questa missione, ovvero quello di alimentare la curiosità e la passione per lo spazio nel Paese più popolato al mondo: «Genera un profondo senso di orgoglio e di unità nel momento in cui celebriamo collettivamente le prodezze della scienza e della tecnologia indiana. Contribuirà a promuovere un ambiente di ricerca scientifica e innovazione».

Quanto costa I finanziamenti per le missioni spaziali indiane sono comunque decisamente più bassi rispetto ai soldi riservati al settore da altri Paesi, come Stati Uniti e Cina. Anche se, dal 2008 – quando la prima sonda è stata inviata con successo nell’orbita lunare – sono aumentati. Per questa missione sono stati spesi 74,6 milioni di dollari (per dare un’idea, la fallita missione russa Luna-25 era costata 200 milioni di dollari). Mentre la precedente missione, fallita, del 2019, era costata 140 milioni di dollari. L’India può comunque già vantare alcune conquiste. Per esempio nel 2014 è stato il primo Paese asiatico a inviare una sonda nell’orbita di Marte.

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