Il blocco Brics si allarga ad altri 6 Paesi (tra cui Argentina, Arabia Saudita e Iran)
Source: Il Sole 24 ORE | Original Published At: 2023-08-24 09:33:45 UTC
Key Points
- Espansione del BRICS con l'ingresso di Argentina, Egitto, Etiopia, Iran, Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti dal 1° gennaio 2024
- I nuovi membri rappresenteranno il 36% del PIL mondiale e il 47% della popolazione globale
- Dichiarazione congiunta per una soluzione pacifica del conflitto in Ucraina attraverso il dialogo e la diplomazia
- Discussione sulla creazione di una valuta comune e strumenti di pagamento basati su valute locali
- Critiche espresse dal presidente russo Putin nei confronti dell'ordine mondiale unipolare occidentale
I Brics si allargano e avranno altri sei “membri effettivi” dal primo gennaio 2024: sono Argentina, Egitto, Etiopia, Iran, Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti. Lo ha annunciato il presidente sudafricano Cyril Ramaphosa, nel corso della conferenza stampa finale del summit. Con l’ingresso dei nuovi membri, i Paesi Brics «rappresenteranno il 36% del Pil mondiale e il 47% della popolazione dell’intero pianeta», ha annunciato il presidente brasiliano Lula da Silva. «A questa prima fase se ne aggiungerà un’altra di ulteriore ampliamento», ha aggiunto Lula.
L’allargamento dei Brics con altre sei nazioni «rappresenta un nuovo capitolo nella collaborazione dei Paesi emergenti e in via di sviluppo», ha detto il presidente cinese Xi Jinping, esprimendo soddisfazione per gli accordi raggiunti. Il premier indiano Narendra Modi ha sottolineato di aver «sempre creduto che l’aggiunta di nuovi membri rafforzerà ulteriormente il Brics come organizzazione e darà un nuovo impeto agli sforzi condivisi». «Questo rafforzerà anche la fiducia di molti Paesi nel mondo in un ordine mondiale multipolare: sono fiducioso che, assieme a questi Paesi, saremo in grado di imprimere un nuovo slancio e dare nuova energia alla nostra cooperazione».
Il presidente russo Putin, intervenuto al vertice in videocollegamento, ha sottolineato che «i Brics non competono con nessuno, non si oppongono a nessuno, ma è anche ovvio che questo processo oggettivo, il processo di creazione di un nuovo ordine mondiale, ha ancora oppositori inconciliabili che cercano di rallentarlo, per frenare la formazione di nuovi centri indipendenti di sviluppo e influenza nel mondo». Putin esplicita chiaramente il suo bersaglio critico, parlando apertamente dei Paesi occidentali, che vorrebbero «preservare il mondo unipolare», rendendosi responsabili di un «colonialismo in una nuova confezione». Per il presidente russo, invece, i Paesi Brics sostengono la formazione di un ordine mondiale multipolare e la preservazione della diversità dei confini culturali nazionali.
Nella dichiarazione finale del vertice di Johannesburg, i Paesi Brics affermano di essere favorevoli ad una soluzione pacifica del conflitto in Ucraina attraverso il dialogo e la diplomazia, compresa l’iniziativa dei paesi africani. «Ricordiamo le nostre posizioni nazionali sul conflitto in Ucraina e nella regione circostante, espresse nei forum pertinenti, tra cui il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e l’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Esprimiamo apprezzamento per le pertinenti offerte di mediazione e di buoni uffici volti a una risoluzione pacifica del conflitto attraverso il dialogo e la diplomazia, compresa la missione di pace dei leader africani e il percorso proposto verso la pace».
«I Brics – ha ricordato il presidente sudafricano Ramaphosa, padrone di casa del vertice – sono un gruppo eterogeneo di nazioni. Si tratta di un partenariato paritario tra Paesi che hanno punti di vista diversi ma una visione condivisa per un mondo migliore. Come cinque membri dei Brics, abbiamo raggiunto un accordo sui principi guida, gli standard, i criteri e le procedure del processo di espansione» del gruppo delle economie emergenti. «Abbiamo raggiunto un consenso sulla prima fase di questo processo di espansione», ha sottolineato il presidente sudafricano, aggiungendo che i leader hanno incaricato i loro ministri delle Finanze e governatori delle Banche centrali, di considerare la questione delle valute locali, degli strumenti di pagamento e delle piattaforme e di riferire agli stessi leader Brics nel prossimo vertice, a proposito della dibattuta questione di una valuta comune del blocco.