La Cina, zitta zitta, esenta dai dazi circa un quarto dei prodotti Usa
Source: HuffPost Italia | Original Published At: 2025-05-03 06:50:00 UTC
Key Points
- La Cina esenta circa il 25% delle importazioni statunitensi dai dazi doganali.
- Pechino sottolinea che è stata l'amministrazione USA a iniziare i colloqui.
- La strategia cinese mira a mostrare flessibilità senza perdere credibilità interna.
- Gli USA hanno annunciato una possibile riduzione delle tariffe sui prodotti cinesi.
- I mercati asiatici hanno reagito positivamente ai segnali di distensione.
- La Cina dipende ancora da alcuni prodotti americani, come l'etano per l'industria chimica.
- La sfiducia geopolitica persiste, con gli USA che mirano a ridurre la dipendenza dalle filiere cinesi.
Dopo mesi di irrigidimento e retorica muscolare, la Cina apre un primo, prudente spiraglio sui dazi. Il ministero del Commercio ha confermato che sta “valutando la proposta americana di riaprire i negoziati commerciali”, segnando un potenziale punto di svolta nella lunga e tormentata guerra dei dazi con Washington. E intanto Pechino esenta silenziosamente circa un quarto delle importazioni statunitensi dai dazi doganali.
L’annuncio è stato calibrato con estrema precisione: i cinesi hanno voluto ribadire che è stata l’amministrazione statunitense a fare il primo passo, sottolineando che la Cina non è in posizione di chiedere colloqui ma semplicemente sta rispondendo a una sollecitazione.
Questa precisazione non è un dettaglio formale. In gioco c’è la gestione dell’immagine internazionale e, soprattutto, il messaggio rivolto all’opinione pubblica interna. Da mesi Pechino insiste sulla narrativa della resistenza: il conflitto commerciale è stato descritto come un test di forza e determinazione nazionale, con continui richiami alla capacità della Cina di reggere l’urto del “bullismo commerciale” americano.
Non a caso, il portavoce del ministero del Commercio ha accompagnato l’apertura a nuove trattative con parole dure: “Se gli Stati Uniti vogliono davvero negoziare, devono dimostrare sincerità e cancellare le tariffe unilaterali”. La linea resta quindi quella del doppio binario: disponibilità al dialogo, ma solo da una posizione percepita come paritaria e mai subordinata.
L’apertura arriva in un momento di ricalibratura strategica da parte americana. Nelle scorse settimane, la Casa Bianca ha lasciato filtrare segnali di distensione: Donald Trump ha anticipato l’intenzione di ridurre significativamente le tariffe aggiuntive imposte sui prodotti cinesi e il segretario al Tesoro, Scott Bessent, ha dichiarato pubblicamente che “è necessaria una de-escalation”.
La risposta dei mercati non si è fatta attendere. Le borse asiatiche hanno registrato un’impennata significativa, chiudendo ai livelli più alti da oltre un mese. Gli investitori, sempre sensibili ai segnali geopolitici, sembrano scommettere su un possibile allentamento delle tensioni, anche se la prudenza resta alta.
Pechino sta lavorando su più fronti per modulare la sua risposta economica. È in corso la definizione di una nuova “lista bianca” di prodotti americani da esentare dai dazi al 125% introdotti in risposta alle tariffe statunitensi del 145%. Alcuni settori sono già stati esclusi – farmaci, semiconduttori, motori aeronautici – e recentemente è stato aggiunto l’etano, idrocarburo strategico per l’industria chimica cinese.
A livello geopolitico, però, la sfiducia resta profonda. Pechino è ben consapevole che, al di là dei segnali distensivi, la strategia americana di lungo termine mira a ridurre la dipendenza dagli approvvigionamenti cinesi nelle filiere più strategiche, come quella dei semiconduttori, delle terre rare e di alcune componenti essenziali per le tecnologie verdi.
In questo quadro, Xi Jinping ha scelto di mantenere un profilo defilato rispetto agli sviluppi più recenti. Il presidente cinese non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali sui negoziati e ha preferito concentrarsi su attività interne: nei giorni scorsi ha compiuto un tour ispettivo a Shanghai, visitando aziende tecnologiche e finanziarie.
L’impressione è che, se un negoziato ripartirà, Pechino lo affronterà con la massima cautela, cercando di evitare ogni percezione di resa e puntando a ottenere concessioni significative prima di firmare qualsiasi accordo.