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Putin (in video) e Xi corteggiano i Brics. La risposta degli Usa: “Non li seguiranno”

Putin (in video) e Xi corteggiano i Brics. La risposta degli Usa: “Non li seguiranno”
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Source: la Repubblica | Original Published At: 2023-08-22 23:00:00 UTC

Key Points

  • Putin e Xi promuovono la de-dollarizzazione e il dialogo durante il vertice BRICS
  • Gli USA rispondono con piani per riformare le istituzioni finanziarie internazionali
  • Le tensioni geopolitiche tra BRICS e Occidente si concentrano sul Sud globale
  • Sullivan sottolinea le divisioni interne ai BRICS e nega la loro coesione geopolitica

New York – Quella andata in scena ieri, a cavallo tra Johannesburg, Mosca e Washington, è stata la dimostrazione plastica della sfida per l’egemonia globale in corso tra autocrazie e democrazie, con il sud del mondo a fare da ago della bilancia o preda nel mezzo. Nella città sudafricana si è aperto il vertice dei Brics, col presidente russo Putin collegato da Mosca che annunciava la fine dell’era del dollaro, mentre l’amico cinese Xi predicava il dialogo per mettere fine alla guerra in Ucraina e prometteva una rapida ripresa della sua economia in panne. Nelle stesse ore a Washington il consigliere per la sicurezza nazionale Sullivan rispondeva direttamente, rivelando i piani del presidente Biden per usare le istituzioni finanziarie internazionali allo scopo di favorire lo sviluppo dei paesi poveri, negando che la controffensiva di Kiev sia impantanata, e sminuendo la possibilità che i Brics diventino un blocco coeso in grado di minacciare la supremazia geopolitica occidentale.

Il primo ad alzare la voce è stato Putin, costretto a non andare in Sudafrica per non mettere il governo locale nell’imbarazzo di arrestarlo per i crimini di guerra commessi in Ucraina. Ha detto che «il comportamento irresponsabile di alcuni paesi» provoca l’inflazione che pesa sui poveri, mentre «le sanzioni illegittime calpestano tutte le norme del libero commercio». Quindi ha aggiunto che «un processo equilibrato e irreversibile di de-dollarizzazione dei nostri legami economici sta prendendo piede». Dunque attacco agli occidentali per le loro politiche economiche e le sanzioni provocate dalla sua invasione dell’Ucraina, e rappresaglia contro la moneta verde. Poi ha promesso di tornare all’accordo per l’esportazione del grano dai porti ucraini sul Mar Nero, se le condizioni a favore di Mosca saranno rispettate, perché si rende conto di quanto sia contraddittorio corteggiare il sud del mondo con una mano, mentre con l’altra lo affama.

L’amico cinese Xi Jinping, sulla difensiva per la pericolosa frenata della sua economia, ha assicurato che Pechino ha «una forte capacità di recupero, un grande potenziale ed è piena di vigore». Quindi incontrando l’ospite sudafricano Ramaphosa ha ribadito che i due paesi sollecitano dialogo e negoziato come unica via d’uscita possibile all’invasione dell’Ucraina.

Poco dopo Sullivan ha tenuto un briefing con i giornalisti, in cui ha risposto presentando il modello opposto. Come prima cosa ha annunciato che uno degli obiettivi prioritari di Biden al G20 di Nuova Delhi, in programma fra due settimane, sarà «accelerare la riforma di Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale, per rispondere alle necessità del sud del mondo». Il capo della Casa Bianca offrirà 50 miliardi di dollari in nuovi finanziamenti, che dovrebbero salire a 200 con i contributi degli altri alleati. Lo scopo è costruire un sistema di aiuto per lo sviluppo alternativo a quello «coercitivo» offerto dalla Cina con la Via della Seta, e ciò riporta alla mente l’impossibilità per l’Italia di restare in questa trappola. Un sistema «efficace e trasparente, con standard più elevati di quelli della Belt & Road Initiative di Pechino», peraltro in difficoltà a proseguirla per i suoi problemi economici interni, che nasconde al mondo.

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