Dazi, Trump minaccia l’Ue: “Li imporrò”. La replica: “Pronti a difenderci”. Oggi scattano per Messico, Canada e Cina
Source: ilmessaggero.it | Original Published At: 2025-02-01 14:28:47 UTC
Key Points
- Trump annuncia dazi del 25% su Messico, Canada e 10% su Cina per flusso migranti e fentanyl
- UE pronta a difendere i propri interessi commerciali
- Canada minaccia ritorsioni simmetriche e potrebbe limitare esportazioni energetiche
- Cina osserva con preoccupazione nuove possibili misure protezionistiche
- Brics menzionati come potenziali bersagli di dazi USA per iniziativa monetaria alternativa al dollaro
«L’Ue resterà fedele ai suoi principi e, se necessario, sarà pronta a difendere i propri interessi legittimi». Lo ribadisce la Commissione europea in risposta alle ultime dichiarazioni di Donald Trump, che ha confermato l’intenzione di imporre dazi contro l’Ue dopo quelli a Messico, Canada e Cina. Intanto l’Osservatorio dei conti pubblici italiani aggiorna i propri dati e stima che la crescita dell’Italia si attesterà nel 2025 al +0,4%. Peggiorano il deficit, dal 3,3 al 3,6% del pil, e il debito, che aumenta di 1,5 punti. Per il report, comunque, «questo non causerebbe problemi per il rispetto delle regole europee» se non per il ritardo di un anno della riduzione del deficit sotto il 3%.
Trump: «Dazi alla Ue». Via alle tariffe su Cina Messico e Canada
Dazi per Messico, Canada e Cina
La scure dei dazi di Donald Trump si sta per abbattere su Messico, Canada e Cina, responsabili – secondo la versione della Casa Bianca – «dell’invasione di migranti e di fentanyl che sta uccidendo migliaia di americani»: dal primo febbraio scattano infatti le tariffe del 25% contro i Paesi vicini degli Stati Uniti e del 10% contro Pechino.
Secondo il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, se il Vecchio Continente vuole evitare una guerra commerciale con Trump deve acquistare di più dagli Stati Uniti, aumentare i bilanci della difesa e deregolamentare per rafforzare l’economia europea. In un’intervista a Politico.eu, il vicepremier ha spiegato che un modo per affrontare ed evitare la minaccia dei dazi è creare «un clima virtuoso» acquistando più beni dagli Stati Uniti. Nell’immediato, comunque, Trump vuole mantenere la sua promessa di colpire il Canada e il Messico responsabili, a suo avviso, del flusso di fentanyl negli Stati Uniti, oltre che degli arrivi di migranti. Smentendo le indiscrezioni dell’ultim’ora di trattative in corso e di un ripensamento con un possibile posticipo al primo marzo, la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha fatto chiarezza: le tariffe «scatteranno domani», 1 febbraio. Il commander-in-chief ha poi spiegato nello Studio Ovale quali saranno i prodotti colpiti: prima acciaio e farmaceutici dal primo febbraio, poi microchip, petrolio e gas dal 18 febbraio. Immediata la reazione dei vicini canadesi che, nelle parole del premier Justin Trudeau, si sono detti pronti a rispondere con «forza e immediatamente.
Non è quello che vogliamo ma, se andrà avanti, agiremo anche noi». Ma Trump tira dritto sostenendo che «non c’è niente che Canada, Messico e Cina possano fare» per evitare i dazi. Durante la guerra commerciale scoppiata fra Stati Uniti e Canada nei primi quattro anni alla Casa Bianca di Trump, Ottawa rispose imponendo tariffe sul succo d’arancia della Florida, sul whisky e sul bourbon. La stessa strada potrebbe essere seguita anche in questa occasione. Il Canada però potrebbe anche ricorrere all’opzione ‘nucleare’ dell’energia, la sua arma più pesante contro gli Stati Uniti. Almeno una trentina di Stati americani dipendono dall’energia canadese e l’imposizione di dazi all’export verso gli Usa si tradurrebbe in un aumento dei prezzi di elettricità, gas e benzina che Trump ha promesso agli americani di far scendere non appena entrato alla Casa Bianca. Consapevole di poter essere ancora più penalizzata dalla scure dei dazi di Trump, la Cina segue con attenzione gli sviluppi. Il caso DeepSeek sembra aver aumentato le chance di nuove misure americane contro Pechino in termini di controlli all’export e anche tariffe nel nome dell’America First per difendere il dominio della tecnologia a stelle e strisce.
Canada, candidato premier: « Trump è un bullo, reagiremo »
Mark Carney, il favorito per diventare il prossimo primo ministro canadese, ha accusato Donald Trump di essere «un bullo» e ha dichiarato che il suo Paese «risponderà” all’imposizione di dazi del 25%. Parlando in esclusiva a Bbbc Newsnight, il 59enne ha detto che il Canada «risponderà, dollaro per dollaro, alle tariffe statunitensi».