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Trump minaccia dazi contro i Brics riuniti in Brasile e loro alleati, Cina: “Inaccettabili”

Source: RaiNews | Original Published At: 2025-07-07 13:37:00 UTC

Key Points

  • Trump minaccia dazi del 10% per paesi allineati con i BRICS
  • BRICS espande la cooperazione con nuovi membri (Iran, Arabia Saudita, Egitto, Etiopia)
  • Cina e Russia criticano le politiche protezionistiche USA
  • Dichiarazione congiunta contro l'aumento dei dazi e le spese militari NATO
  • Priorità del vertice: commercio, clima, governance AI, pace e sicurezza
  • Lula critica il militarismo NATO e promuove investimenti in pace

Nel frattempo il presidente Usa Donald Trump scrive sul social Truth: “Qualsiasi Paese che si allinei con le politiche anti-americane dei Brics sarà soggetto a un dazio aggiuntivo del 10%, senza eccezioni”, ringraziando per l’attenzione a questa misura che – nelle sue intenzioni – dovrebbe “proteggere l’economia americana e i suoi lavoratori”.

Parla per conto di Xi Jinping , assente per la prima volta dal 2012, come assente è stato Vladimir Putin che però si è collegato in video (foto) a causa di un mandato di arresto internazionale che pende sul suo capo.

“Il meccanismo dei BRICS – ha aggiunto – è un’importante piattaforma per la cooperazione tra mercati emergenti e Paesi in via di sviluppo. Promuove apertura, inclusività e cooperazione reciprocamente vantaggiosa. Non si impegna in un confronto tra blocchi e non è mirato a un Paese specifico”.

Non ci sono vincitori nelle guerre commerciali o tariffarie e il protezionismo non porta da nessuna parte”. A dirlo, secondo quanto riporta la televisione CCTV, è stata la portavoce del ministero degli Esteri cinese, Mao Ning . che rispondendo a una domanda – a conclusione del Summit dei BRICS -, ha commentato così la minaccia di dazi aggiuntivi americani sul blocco.

Il blocco dei Brics ha criticato l’aumento dei dazi e gli attacchi all’Iran, nella dichiarazione a conclusione del 17° vertice annuale. Riunitosi domenica a Rio de Janeiro, il gruppo ha anche condannato l’aumento delle spese militari della Nato e ha espresso preoccupazione per le perturbazioni del commercio globale causate dai dazi.

In un’indiretta critica agli Stati Uniti, la dichiarazione del gruppo ha sollevato “serie preoccupazioni” sull’aumento dei dazi, che ha definito “incoerenti con le regole dell’OMC (Organizzazione Mondiale del Commercio)”. I Brics hanno aggiunto che tali restrizioni “minacciano di ridurre il commercio globale, interrompere le catene di approvvigionamento globali e introdurre incertezza”.

Il blocco, che si è recentemente allargato a nuovi membri come Iran e Arabia Saudita, si è concentrato su commercio, cambiamenti climatici e sviluppo istituzionale. I leader hanno sottolineato la necessità di una cooperazione globale in un contesto di instabilità economica e politica. Il presidente brasiliano Luiz Inacio Lula da Silva, che ha ospitato il vertice, ha criticato la decisione della Nato di aumentare la spesa militare del 5% del PIL all’anno entro il 2035. Tale posizione è stata poi ripresa nella dichiarazione del gruppo. “È sempre più facile investire in guerra che in pace”, ha dichiarato Lula all’apertura del vertice, che dovrebbe proseguire lunedì.

Brasile Cina India e Russia sono i fondatori dell’organizzazione intergovernativa nata nel 2009 per contrastare l’egemonia tutta occidentale del dollaro sul mercato globale. BRICS a cui poi aderì il Sudafrica contrapponendosi al G7 e al G20. Oggi sono una decina i paesi, i cui membri rappresentano il 49% della popolazione mondiale, che con le loro valute locali hanno dichiarato di voler condurre la partita commerciale globale. Alcuni come la Russia di Putin anche per aggirare in qualche modo le sanzioni internazionali seguite all’invasione dell’Ucraina del 2022.

Tra loro dal 2024 ci sono anche Egitto ed Etiopia e c’è anche l’Iran. Dopo Kazan in Russia, quest’anno il blocco è presieduto dal Brasile che ha scelto sei priorità strategiche su cui discutere: cooperazione globale in ambito sanitario; commercio, investimenti e finanza; cambiamento climatico; governance per l’intelligenza artificiale; mantenimento della pace e sicurezza; e sviluppo istituzionale.

Mai come ora pesano i nuovi e vecchi assetti geopolitici mentre il mondo attende soluzioni sulla fine delle due principali guerre che lo preoccupano: quelle in Ucraina e nella Striscia di Gaza. Preoccupazione incarnata dal presidente americano Trump il quale dall’inizio del suo mandato a gennaio scorso aveva promesso soluzioni di pace immediate.

“Non possiamo rimanere indifferenti al genocidio praticato da Israele a Gaza, all’uccisione indiscriminata di civili innocenti e all’uso della fame come arma di guerra”, ha detto il presidente Lula, aprendo il vertice non senza denunciare le atrocità terroristiche di Hamas.

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